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Lettera aperta ai cittadini della Valmarecchia

Carissimi cittadini della Valmarecchia, valle da qualche anno riunita da Santarcangelo a Casteldelci con un risultato referendario quasi plebiscitario. Una valle che quando la cammino, mi piace raccontarla così… Chiudo ogni tanto gli occhi, per non essere travolto dalla bellezza…

Dovete far sentire la vostra voce, il vostro pensiero. Parlate, scrivete ai giornali, ai vostri sindaci, ai vostri amministratori comunali (il mio cellulare è 3382902038 e la mia mail è sindacoincammino@alice.it).

Il tema è: qual è il percorso migliore per un governo della valle nei prossimi anni, che eviti lo spopolamento della montagna, che dia servizi di qualità a tutti, che diminuisca le tasse ai cittadini (vedi comune fuso di Poggiotorriana), che crei lavori per le nuove generazioni, che attragga visitatori da tutto il mondo, che trasformi un territorio a rischio mummificazione in paesaggio pulsante di vita che solo abitanti motivati potranno garantire. Ecco alcune mie riflessioni: non possiamo brontolare contro le complicazioni e la burocrazia, diventate veramente scoraggianti ed insopportabili e poi non fare nulla, non assumersi la responsabilità di realizzare alla svelta un profondo riordino istituzionale, per altro sollecitato con forza dal governo Renzi, dalla giunta regionale Bonaccini e da numerosi parlamentari, in particolare del PD e del M5S. Non è più possibile continuare così! L’unione a dieci è stata un esperienza positiva ed importante. Ha costretto tutti ad intraprendere un “viaggio” nuovo. Ha dimostrato che le “diversità”, sono una grande opportunità di crescita. Governare insieme la montagna, la collina e la pianura di una valle non è una disgrazia. Ha dimostrato che bisogna diminuire potere ai “politicanti” che non rispondono delle loro scelte ai cittadini per aumentarlo a chi è eletto democraticamente dai cittadini: sindaci e consigli comunali, consiglio regionale. Ora non è così e di soldi, che ci sono (e ce ne saranno molti di più se si faranno le fusioni), a volte prendono strade poco luminose e non conducono a servire i cittadini ed il territorio che loro abitano! Indietro non si torna, bisogna andare avanti. Continuare a tenere in piedi comuni, senza personale non adeguatamente formato, con scarsissime risorse, ma solo per una presunta “difesa di una identità” è come pretendere che la specie umana o animale possa mantenersi inibendo che maschi e femmine possano accoppiarsi per fare figli. Penso che la fusione fra comuni, da costruire con un percorso condiviso nei prossimi due anni, non sia più rinviabile. Comune unico della Valmarecchia con i dieci consigli municipali eletti direttamente e con pari rappresentanza all’interno del nuovo consiglio comunale unico? Può essere un ottima soluzione. Un unico comune dell’alta Valmarecchia in unione con gli altri della bassa valle? Altre soluzioni? (Ritengo senza senso la fusione di Pennabilli e Casteldelci con il resto della valle che rimane immobile!). Discutiamone e deliberiamo insieme un referendum consultivo dei cittadini. A chi sostiene che basta far funzionare meglio l’Unione a dieci chiedo di fare proposte concrete sul come.

Il sindaco di Casteldelci Luigi Cappella

Autore: Benedetta Gabrielli
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